Caritas in Veritate: la chiave di lettura di Mons. Eros Monti

Posted: 20 novembre 2009 in Appunti fucini, Politico-culturale

L’enciclica

Caritas in Veritate: un enciclica per l’uomo d’oggi. Questo il tema dell’interessante incontro di lunedì 9 novembre, tenutosi in Diocesi con la presenza di Mons. Eros Monti, vicario episcopale per la vita sociale della vicina Diocesi di Milano. L’enciclica ha le sue radici nella Chiesa, e pone le fondamenta della “dottrina sociale della Chiesa” cercando di proporre stimoli alla riflessione sulla società a noi circostante. In tempi recenti ha dato giudizi sulla società, ha avuto una forma organica e uno sguardo complessivo. Il rapporto tra la fede e la società non è così immediato, dobbiamo ritornare all’ enciclica Rerum Novarum, nella quale Leone XIII poneva la questione del lavoro e del salario. In tempi più recenti, invece, il pontefice  Benedetto XVI spazia dalla società a noi circostante fino ad una questione mondiale. La crisi che stiamo vivendo in prima persona né un esempio: dal continente americano è approdata, senza ritardi, anche in Europa!

Sviluppo, giustizia e  carità

Sviluppo: d’acchito, ciò che ci viene in mente è quello economico. Serve, innanzitutto, uno sviluppo integrale della persona e di tutti gli uomini. Non si può pensare a ad uno sviluppo per compartimenti stagni: Il filo conduttore è lo sviluppo: prima il livello economico, poi il livello sociale ed infine quello tecnologico. L’uomo non può essere sottostimato e sottovalutato: si deve considerare l’uomo lo si deve considerare nella sua integrità e completezza. Nell’enciclica il Papa ci presenta uno sviluppo possibile e libero: lo sviluppo è un cantiere libero, nel quale l’uomo si inserisce con tutto il suo cammino e bagaglio culturale. L’homo aeconomicus (chi studia economia, ben si ricorda di questo concetto), capace di decidere in modo razionale e di risolvere tutto attraverso la scienza e le proprie conoscenze ormai è superato dall’homo consumas, l’uomo d’oggi. Questo ultimo si  avvicina sempre di più al mito di Narciso, teso al consumo sfrenato e con lo sguardo fisso su se stesso. Quale è l’uomo allora che può proporre lo sviluppo? Di sicuro colui che crea relazioni nel profondo, vive in un tessuto relazionale molto forte. Lo sviluppo integrale cerca proprio questo! Dopo il “chi”, vediamo il “come” lo sviluppo può avvenire. Anche qui troviamo due concetti, declinati dal passato: giustizia e carità. Si parla di giustizia commutativa quando ci troviamo nei rapporti privati: ti do quello che tu mi puoi dare. Mentre la giustizia legale è legata ad un criterio proporzionale: ricevi e dai in relazione al bisogno. Ed infine, la carità. Definita come gratuità e fraternità, la carità deriva da una parola greca che significa dono.  Non è il gratis, non è il regalo che facciamo ad un amico, ma al contrario è così alto il suo valore che non può essere pagato: è inestimabile e indispensabile. Carità e giustizia, dunque, sempre a braccetto: se la carità non procede,non  accompagna e non compie la giustizia,allora non si avrà la pienezza della giustizia.

Libertà ed uguaglianza

Libertà ed uguaglianza sono strettamente collegate con la fraternità. Se non si scopre o riscopre l’importanza del legame sociale non si va avanti. Questo non deve essere visto come qualcosa di esteriore, ma va ad agire su un cambiamento, uno speciale cambiamento. “Senza di te sarei molto meno” è ciò che avviene tra amici o tra fidanzati: un cambiamento profondo della persona e del cuore. A ciò si devono aggiungere le tre parole sociali della Chiesa : il fine comune (punto di arrivo a cui tutti sono chiamati), solidarietà (prendere a cuore) e sussidiarietà (differenziazione). La solidarietà e la sussidiarietà sono due facce della stessa medaglia: bisogna aiutare senza soffocare, essere attenti e prendere a cuore.

Le sfide

L’economia ha bisogno di un’etica amica della persona e non strumentalizzata. Laddove l’azienda abbia un mero scopo di massimizzazione, allora non potrebbe orientarsi al comportamento etico che, invece, dovrebbe osservare: il giusto profitto. Concludo con una frase che mi è rimasta impressa:  “c’è amore ricco di intelligenza e intelligenza piena d’amore” . L’amore dovrebbe diventare un’istituzione sociale ed economica, collegata all’intelligenza e razionalità. La carità ci indica la strada da seguire in questo tempo, ci indica quale sia la luce in questo buio e ci fa da guida. Noi giovani dovremmo anche essere animati dall’amore per la politica. Un amore ed una passione per far fruttare i nostri talenti, per concretizzare e realizzare una carità quotidiana e per raggiungere tutti, ma proprio tutti, i cittadini.

IL RELATORE

Don Eros Monti, nato a Milano nel 1958, è presbitero della stessa Diocesi dal 1986.
Ha conseguito la laurea in Scienze economiche e bancarie presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, il baccalaureato in Teologia presso il Seminario di Milano e il dottorato in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma. Attualmente si occupa principalmente dell’insegnamento nei corsi istituzionali di etica speciale presso il Seminario Arcivescovile di Milano, nella sede di Venegono Inferiore (Varese). Nella Diocesi di Milano è Vicario Episcopale per la vita sociale.

Andrea Berselli

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