Uno stile ed un metodo da riadattare continuamente ai tempi: il dialogo, l’ascolto,
il confronto, la ricerca, la ragionevolezza, la laicità come presupposto fondamentale
per una buona convivenza civile. Non sentirsi “arrivati” o certi delle proprie visioni per
continuare a camminare con la comunità ecclesiale e civile. Elaborare linguaggi “comuni”
nell’ambito della cultura e della teologia.
La fedeltà al Concilio e la sfi da della laicità: approfondire con coraggio, umiltà e
onestà la strada faticosa del dialogo con le altre religioni e con i non credenti; contribuire
alla piena attuazione del Concilio soprattutto riguardo alla liturgia, alla valorizzazione
dei laici e della donna in ambito ecclesiale.
Imparare ad amare e a stare in “questa” Università, non in quella ideale: e
continuare a perseguire il sogno di vedere l’Università come il luogo della formazione
integrale delle persone a prescindere dalle loro credenze. Cercare i canali che possano
valorizzare l’associazionismo quale contributo di valore rispetto all’offerta attuale.
Rieducare alla cittadinanza e alla partecipazione la nostra generazione: aiutare
i giovani cristiani ad essere anche cittadini della propria Università, dell’Italia, dell’Europa
e del mondo intero, formando le coscienze civiche. Preoccuparsi dei problemi
che investono ogni campo della società signifi ca amare l’uomo, la vita e il suo destino
sulla terra.
Le nuove scienze da approfondire e le sfi de da raccogliere: ampliare l’orizzonte
verso l’economia, le scienze naturali e tecniche, nonché alle discipline che sempre più
integrano diversi saperi, per trovare nuove risorse di approfondimento rispetto alle
sfi de contingenti e prevedibili per il prossimo futuro, come la questione energetica, la
sostenibilità ambientale, la bioetica, l’etica economica.
L’integrazione europea e l’internazionalizzazione delle conoscenze: appare urgente
una ripresa, a partire dalla prospettiva dei cittadini, del processo di integrazione
europea, per dare uno stimolo affi nché si faccia a livello istituzionale un salto di qualità
nella direzione politica, considerando il risvolto attinente alla ricerca e alla mobilità
studentesca.
Cosa cerchiamo? Cosa vogliamo? Chi siamo?
Uno stile ed un metodo da riadattare continuamente ai tempi:
il dialogo, l’ascolto, il confronto, la ricerca, la ragionevolezza, la laicità come presupposto fondamentale per una buona convivenza civile. Non sentirsi “arrivati” o certi delle proprie visioni per continuare a camminare con la comunità ecclesiale e civile.
La fedeltà al Concilio e la sfi da della laicità:
approfondire con coraggio, umiltà e onestà la strada faticosa del dialogo con le altre religioni e con i non credenti; contribuire alla piena attuazione del Concilio soprattutto riguardo alla liturgia, alla valorizzazione dei laici e della donna in ambito ecclesiale.
Imparare ad amare e a stare in “questa” Università, non in quella ideale:
continuare a perseguire il sogno di vedere l’Università come il luogo della formazione integrale delle persone a prescindere dalle loro credenze. Cercare i canali che possano valorizzare l’associazionismo quale contributo di valore rispetto all’offerta attuale.
Rieducare alla cittadinanza e alla partecipazione la nostra generazione:
aiutare i giovani cristiani ad essere anche cittadini della propria Università, dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero, formando le coscienze civiche. Preoccuparsi dei problemi che investono ogni campo della società signifi ca amare l’uomo, la vita e il suo destino sulla terra.
Le nuove scienze da approfondire e le sfi de da raccogliere:
ampliare l’orizzonte verso l’economia, le scienze naturali e tecniche, nonché alle discipline che sempre più integrano diversi saperi, per trovare nuove risorse di approfondimento rispetto alle sfide contingenti e prevedibili per il prossimo futuro, come la questione energetica, la sostenibilità ambientale, la bioetica, l’etica economica.
L’integrazione europea e l’internazionalizzazione delle conoscenze:
appare urgente una ripresa, a partire dalla prospettiva dei cittadini, del processo di integrazione europea, per dare uno stimolo affi nché si faccia a livello istituzionale un salto di qualità nella direzione politica, considerando il risvolto attinente alla ricerca e alla mobilità studentesca.
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