IN SPIRITU ET VERITATE: CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA FUCI

Pubblicato: 23 ottobre 2014 in Appunti fucini

Studio, ricerca e frontiera. Queste le tre parole che Papa Francesco affida ai giovani universitari della FUCI all’inizio del Congresso Straordinario in occasione della Beatificazione di Paolo VI tenutosi ad Arezzo dal 16 ottobre e terminato con la partecipazione alla Santa Messa del 19 ottobre durante la quale Paolo VI è stato beatificato.

Il Congresso ,incentrato sulla riscoperta della figura di Giovanni Battista Montini che fu Assistente Centrale della FUCI dal 1925 al 1933, si è aperto con l’intervento di S. Em. il Sig. Card. Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi e storico collaboratore di Papa Paolo VI, che ha ricordato quanto Montini fosse legato alla FUCI e di come gli anni in cui fu Assistente Centrale siano stati per lui “anni di grande soddisfazione sacerdotale e di grande gioia, perché aveva un trasporto a dedicarsi ai giovani”.

La giornata di venerdì è stata dedicata alla riscoperta e all’approfondimento della figura di Paolo VI: durante la mattinata si è svolta infatti una Tavola Rotonda durante la quale sono intervenuti il Prof. Xenio Toscani che ha tracciato la biografia di Giovanni Battista Montini, la Prof.ssa. Maria Pia Sacchi Mussini, che si è incentrata sul rapporto di Montini con l’università e la cultura, ed infine il Prof. Paolo Nepi che ha messo in luce il laicato e la formazione sociale di Paolo VI.

Il pomeriggio è stato dedicato alla formazione federativa, mentre alla sera i fucini hanno raggiunto la comunità monastica di Camaldoli (storicamente legata alla FUCI e luogo caro anche a Paolo VI) per una veglia di preghiera.

Sabato si è svolta l’assemblea plenaria e i lavori del Congresso si sono conclusi con la Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. R. Mons. Riccardo Fontana, Vescovo di Arezzo. Nel pomeriggio il gruppo si è spostato a Roma, presso l’Università La Sapienza dove i fucini hanno condiviso con i giovani della Diocesi di Roma una veglia di preghiera.

L’esperienza si è conclusa domenica 19 ottobre con la partecipazione al Solenne Rito di Beatificazione di Papa Paolo VI presieduto dal Santo Padre Papa Francesco in Piazza San Pietro. Partecipare al Congresso FUCI è stato tutto questo, ma anche molto di più. Non è stata solo un’occasione per (ri)scoprire la figura di Paolo VI, il suo grande “spessore” culturale e spirituale, il suo grande amore per la FUCI e per i giovani universitari, ma è stata anche un’opportunità per incontrare (o ritrovare) tanti giovani fucini di tutta Italia, condividere riflessioni, confrontarsi sulle rispettive esperienze in FUCI, sulle fatiche e sulle gioie di appartenere a questa Federazione. Ma non solo! Il Congresso è anche un momento di grande gioia: metti insieme una chitarra, un gruppo di giovani (e magari una bottiglia di Laurus, che non può mai mancare se stai parlando di FUCI) e il divertimento è assicurato! E improvvisamente ecco che dormire solo tre ore, spostarsi continuamente da una parte all’altra di Arezzo, il pullman che si rompre, dormire sotto la Cappella della Sapienza…. Tutto diventa un pretesto per farsi una grande risata! Perché alla fine essere giovani vuol dire anche questo: saper ridere anche di fronte alle disavventure e capire che la condivisione rende davvero tutto più bello.

In questi momenti nazionali scopri ancora più a fondo quale sia il significato di appartenere alla FUCI: essere fucino significa avere la possibilità di crescere culturalmente e spiritualmente con il tuo gruppo sotto la guida del tuo assistente, avere uno spazio di confronto con altri giovani universitari che diventa momento di arricchimento personale, avere la possibilità di instaurare relazioni vere e profonde con giovani non solo del tuo gruppo, non solo della tua Regione, ma di tutta Italia. Essere fucino significa vivere gli anni dell’Università con una marcia in più, con la consapevolezza che davvero questi sono gli anni che determineranno quello che tu sarai. Essere fucini significa anche essere coscienti di avere una grande responsabilità verso la società perché come ci ha detto Papa Francesco: “ Nello studio e nelle forme di comunicazione digitale i vostri amici talvolta sperimentano la solitudine, la mancanza di speranza e di fiducia nelle proprie capacità: portate speranza e aprite sempre agli altri il vostro lavoro, apritevi sempre alla condivisione, al dialogo. Nella cultura soprattutto oggi abbiamo bisogno di metterci a fianco di tutti. Potrete superare lo scontro tra i popoli, solo se riuscirete ad alimentare una cultura dell’incontro e della fraternità. Vi esorto a continuare a portate il Vangelo nell’Università e la cultura nella Chiesa! A voi giovani è affidato specialmente questo compito: abbiate sempre gli occhi rivolti verso il futuro. Siate terreno fertile in cammino con l’umanità, siate rinnovamento nella cultura, nella società e nella Chiesa. Ci vuole coraggio, umiltà e ascolto per dare espressione al rinnovamento”.

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