Bose nel cuore: la FUCI riflette su perdono e riconciliazione

Pubblicato: 12 marzo 2016 in Il Nuovo Torrazzo, Uncategorized
Gruppo FUCI Lombardia presso Bose

FUCI Lombardia

Tre giorni immersi in una dimensione caratterizzata dal silenzio, preghiera e tranquillità lontana dalla nostra vita caotica e frenetica. È stato questo il ritiro spirituale della FUCI Lombardia presso la comunità monastica di Bose. Si vive insieme come gruppo, si condivide, si medita, si prega e ci si diverte anche. L’appuntamento a Bose è una tradizione ormai per la FUCI Lombardia e, anche quest’anno, molti di noi non vedevano l’ora di partecipare.

Siamo stati accolti dai monaci a braccia aperte e abbiamo avuto la possibilità di adattare, per quanto possibile, le nostre abitudini con le loro regole; infatti, abbiamo rispettato il luogo e il silenzio, pur vivendo in convivialità e socializzando tra di noi. La giornata era, comunque, scandita dalla preghiera, che i monaci sono soliti tenere in 3 momenti della giornata.

A tutto questo, il nostro incaricato regionale, Nicola Zanini, ha aggiunto e inserito degli interventi riguardanti il tema della misericordia, in particolare “Perdono e riconciliazione”, tenuti da Padre Gianfranco Testa, padre della Consolata giunto a Bose appositamente come nostro relatore.

Ci siamo posti davanti a un tema difficile come quello del perdono e della riconciliazione, per cercare di andare oltre quella che è l’abitudine cristiana di vedere il perdono come qualcosa che si deve fare, qualcosa di quasi impossibile, ma cercando di capire di cosa si tratta e come si faccia a metterlo in atto.

Don Gianfranco ci ha introdotto il tema specificando il fatto che il perdono non implica necessariamente la riconciliazione.

“Il perdono è interrompere il circolo vizioso dell’offesa.” Si guarda, quindi, il perdono come un nuovo modo di rispondere alla violenza, si sceglie una nuova strada da percorrere nella vita.

Ma perchè perdonare? Perchè il perdono è positivo per gli altri, ma, soprattutto, per noi stessi. Restaura la persona e le permette di tornare in pace con il proprio io e con gli altri.

E se il perdono restaura la persona, la riconciliazione restaura la relazione. Essa non deve essere un percorso obbligato, che segue il perdono. Ci si riconcilia se si può, se siamo nelle condizioni per riuscirci, se facendolo non ci facciamo male e se l’altro è disposto a percorrere questo percorso con noi. La riconciliazione non è, quindi, stare per forza insieme sempre, ma è non farsi la guerra. E per farci capire meglio ciò, padre Gianfranco ci ha fatto un esempio presente nella Bibbia: la relazione tra Pietro e Paolo. Ognuno di loro ha un modo personale di annunciare la parola di Dio, hanno caratteri differenti e prendono due strade diverse, non si fanno la guerra, ma non avrebbero potuto vivere in comunione ogni giorno.

Voglio ringraziare chi ha partecipato a questo ritiro, che ci ha permesso di vivere la FUCI in modo ancora nuovo e gioioso, in particolare Padre Gianfranco Testa e i ragazzi del gruppo FUCI Crema, che hanno partecipato.

Mara Tessadori

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