Archivio per la categoria ‘Politico-culturale’

La bioetica è diventato ormai un tema scottante che sempre più spesso ci interroga. Così anche il gruppo Fuci della diocesi ha deciso di farsi accompagnare da don Simone Valerani lunedì 27 febbraio per affrontare questo argomento.

Don Simone, fresco di studi in questo settore, ha innanzitutto spiegato cos’è la bioetica e come è nata nel momento in cui alcune scoperte scientifiche hanno rivelato la loro ambiguità, rendendo necessaria una attenzione particolare a queste problematiche.

Nella riflessione sulla bioetica per il cristiano è necessario tornare a mettere la Persona al centro e riconoscere la dignità di persona a ogni essere umano, diversamente da chi definisce alcuni uomini come non-persone (feti, persone con disabilità grave, persone in coma) arrivando quindi a sottovalutare il valore di queste vite. Questi concetti non sono legati solo alla fede cristiana, ma ufficialmente riconosciuti anche nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Altro principio fondamentale che ci deve condurre nel ragionamento è l’importanza di non ridurre la persona a mezzo per raggiungere altri obiettivi. A questo proposito don Simone ha fatto riferimento a quei processi di procreazione assistita, che, selezionando un embrione per dare vita a un essere umano, che sia compatibile con una persona malata, rischiano di rendere il nascituro un semplice mezzo per il bene di un’altra vita e togliere dignità alla sua.

I modi per aggirare questi problemi sono moltissimi e si delinea una necessità di senso critico nel dibattito pubblico. È necessaria un’attenzione sempre maggiore alla lingua usata che rischia di confondere, ai modi indiretti che tramite film, giornali, pubblicità diffondono messaggi in campo bioetico, e infine è necessario farsi guidare dalla ragione e non dall’emozione, che ci porta spesso a impietosirci per un bambino con malformazioni, ma non per un embrione che spesso viene semplicemente trattato come materiale biologico.

Il dibattito si è poi aperto grazie alla guida di don Simone su temi molto attuali come eutanasia, DAT, screening genetico ed è emerso come sempre più spesso nell’affrontare problemi di bioetica si dia maggior valore alla libertà dell’individuo piuttosto che alla vita.

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I 150 nell’arte

Pubblicato: 11 aprile 2011 in Appunti fucini, Politico-culturale

Così abbiamo scelto di festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia nel nostro gruppo. Il 28 Febbraio il Professore Cesare Alpini, storico dell’arte, autore di moltissimi libri, molto legato al territorio cremasco e alle bellezze artistiche, da sempre stimatissimo per la sua passione e per la sua vastissima conoscenza, ci ha introdotto in un viaggio artistico mai sperimentato prima di allora. E’ stata non solo una lezione di arte, ma anche una lezione di vita: il sapore di gustare una storia, non nuova, ma molto spesso dimenticata, sconosciuta o addirittura non apprezzata. La domanda che affiora nei nostri cuori è: anche noi siamo disposti a combattere per i nostri ideali? Per ora il nostro invito è quello di impegnarci tutti quanti nello studio, nel mondo universitario, ma anche nel lavoro, nell’associazionismo … insomma appassioniamoci e diamo il nostro contributo per la storia della nostra patria, l’Italia.

Una carrellata di quadri che il Dottor Alpini ci ha mostrato, che certamente non può supplire quanto abbiamo vissuto la serata in cui è stato nostro ospite. Buona lettura!

150 nell’arte

Come far fronte ai vari problemi a cui la crisi economica ci sta sottoponendo? A questa e a molte altre domande ha cercato di rispondere la Caritas diocesana durante l’incontro del socio-politico avvenuto lunedì 22 novembre presso il S. Luigi. Sono, infatti, sempre più numerose le persone che, a causa della crisi, si sono trovate costrette a modificare il proprio stile di vita e, di conseguenza, anche sociale. Fra i casi più comuni sono state riscontrate famiglie che si son viste diminuire drasticamente, o addirittura azzerare, le entrate mensili. Per cercare di risolvere questo problema la Caritas propone, tramite i centri d’ascolto, un piano di sostegno attraverso il quale in primis si cerca di dare loro un immediato economico. È comune il pensare che la maggior parte di persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto siano degli extracomunitari; invece sebbene in tanti casi sia vero, in questo non lo è, il numero di richieste di aiuto da parte di famiglie italiane è pari e talvolta maggiore a quello delle famiglie straniere? Questo deve in ogni caso farci pensare; per una volta il nostro “prossimo” da aiutare non abita chissà dove, può essere il nostro vicino di casa! Diversa è, invece, l’attenzione nei confronti di quelli in cui l’instabilità economica è data da varie dipendenze come alcolismo e droga. Per questi ultimi viene messo in atto un percorso di riabilitazione che avviene principalmente tramite le Case di Prima e Seconda Accoglienza. Con esse la Caritas non si propone solamente di dare un immediato aiuto economico, ma, tramite l’aiuto di volontari, psicologi e assistenti sociali, vuole aiutare queste persone a “camminare con le loro gambe” e reinserirsi nella società. Forse è proprio questo l’aspetto più importante del progetto, permettere agli “ospiti” di iniziare, con molta forza di volontà e impegno, un vita nuova. Non tutti i progetti vanno a buon fine, (non sempre è facile far rispettare alcune regole) ma certamente l’impegno, e l’attenzione nei confronti di queste persone non andranno persi. L’aiuto che viene offerto è quindi prezioso, ma dipende tutto solo dalla Caritas? È sbagliato, innanzitutto, pensare che la Caritas sia una cosa esterna alla nostra vita di tutti i giorni, fa parte delle nostre esperienze quotidiane sia come cristiani che come uomini. Anche noi nel nostro piccolo possiamo dare una mano, anche solo, semplicemente, modificare il nostro stile di vita a volte troppo sfarzoso. Lo spreco e l’opulenza portano ed effetti negativi, talvolta gravi, non solo per chi viene sopraffatto dall’avidità altrui, ma anche per chi abusa dei beni cui dispone.  Noi possiamo dare il nostro contributo prima di tutto facendo in modo che questa sobrietà parta da noi rispettando chi ha più bisogno di noi!

Andrea Berselli, Davide Fortini e Luca Simonetti

 

Lunedì 8 novembre abbiamo partecipato all’incontro della scuola di formazione socio politica in merito all’esperienza vissuta dai quattro cremaschi a Reggio Calabria. “Cattolici nell’Italia di oggi: un’agenda di speranza per il futuro” ha appassionato, nei racconti dei testimoni, anche chi nella città calabrese non ha potuto esserci. Marco Cadisco, portavoce dei giovani e delegato della Regione Lombardia, ha espresso la sua vicinanza ai giovani della Diocesi e la volontà anche di spendere del tempo per la formazione. Significative anche le sue parole in merito al tema dell’educazione, che oggi viene sempre più trascurata, collegata non solo alle tradizionali agenzie educative, ma anche alla stessa Chiesa e agli Oratori, che si propongono sempre più spesso come modalità aggregative ed animative.

Per chi vorrà ascoltare ancora le parole di Marco e magari dare il proprio contributo, segnaliamo l’incontro di martedì 30 Novembre 2010, alle ore 21.00 presso l’Oratorio di Bagnolo Cremasco.

Per quanto riguarda, invece, il tema dell’educazione, di pregnanza per tutta la Chiesa è la pubblicazione degli Orientamenti pastorali della Conferenza Episcopale Italiana per il decennio 2010-2020, dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo. Clicca qui per la versione integrale del documento.

A. De Gasperi

Alcide de Gasperi e la scuola di formazione a Trento :questo il tema dell’incontro del 16 Novembre 2009.  La nostra presidente Gloria insieme al “fucino semplice” Davide hanno partecipato gli ultimi giorni di Ottobre  alla SdF,  in cui si è potuto conoscere vita, pensieri e alcune considerazioni sul grande statista italiano, che nel primo dopoguerra ha risollevato le sorti del nostro paese e ha saputo creare l’Europa. Innanzitutto Davide ha proposto un brillante lavoro ricordandoci i principali momenti della vita di De Gasperi,che lo hanno portato a ricoprire imporatnti ruoli, quale quello da deputato nel parlamento viennese e le sue battaglie durante la dittatura fascista. Non solo, De Gasperi, uomo di grande Fede (anche se detto e scritto in questo modo, sembra sminuire il vero senso), ha saputo mettere a frutto i talenti che gli sono stati donati: tra questi si è ricordata la capacità di innovazione e di preveggenza nel grande progetto dell’Europa, e la particolare attenzione e servizio ricolte alle persone e alla popolazione.  E’ doveroso ricordare che attualmente è in corso la causa di beatificazione proprio per il grande impegno profuso per il popolo e per la democrazia.

In seguito proprio grazie agli spunti proposti si è intavolato una discussione in merito alle “qualità” che dovrebbe avere un politico. Si è inizialmente voluto sottolineare l’umiltà, l’amore per gli ideali, la capacità di non arendersi anche nelle situazioni disperate; al di là degli orientamenti politici si è riscontato fondamentalmente un incoerenza sostanziale, presente in tutta l’attuale classe politica, ra il pensiero e le  idee e l’agire. In particolare si è riscontato una trasposizione del politico da come colui che “agisce per la polis”, o il popolo, a colui che fa prima di tutto il proprio interesse.  Ma se il  “politico” è l’ espressione del proprio voto e per definizione “persona legittimata a parlare e operare in mio nome”allora dovremmo cercare maggiore attenzione al voto stesso, con maggiore informazione e ricerca della stessa. 

abbiamo quindi concluso che l’espressione politica di un paese non è altro che specchio della propria società e la mancanza di informazione ha legittimato tale classe a operare in proprio nome. Ed allora come riportare il termine politico al significato originario? La risposta è stata tra le più semplici: consultare informazione alternativa, farla conoscere, divulgarla in modo da rendere  veramente consapevoli la società sia dei pregi che dei difetti della propria classe dirigente e chiederne conto attraverso lo strumento della democrazia.

Per alleggerire la discussione abbiamo guardato delle fotografie che, tramite le parole di Gloria e Davide, hanno raccontato i momenti più toccanti e simpatici della loro esperienza fucina inquel di Trento.

Giorgio Stabilini

Il Cardinale Tettamanzi in Università Bocconi? Uno scherzo, mi sono detta.Come è possibile che l’università nella quale studio, proponga un differente punto di vista sull’economia? Ed invece l’occasione si presenta ben presto: martedì 3 novembre, l’Aula Magna ospita il Convegno “Un’altra economia è davvero possibile?” in relazione all’Enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI. Sul palco, insieme al cardinale, si trovavano Mario Monti, presidente della Bocconi, il rettore Guido Tabellini, il moderatore Dario di Vico, editorialista del Corriere della Sera,Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, Franco Debenedetti, presidente Cmex.

Alcuni studenti e qualche professore (il mitico Borgonovi è seduto qualche fila più avanti) del mondo Bocconi ci sono, così come qualche amico conosciuto durante le avventure fucine e naturalmente i super confidenti, fratello e sorella, compagni di banco (chi più ne ha, ne metta) Andrea e Silvia. L’aula Magna non è proprio pienissima, lo dimostra il fatto che riesco accedere tranquillamente alla Platea. Ma so certamente che chi è presente questa sera è davvero interessato, si sente richiamato come uomo di economia, ma ancora di più come fedele. È alla ricerca di qualcosa che vada al di là di ciò che viene propinato da telegiornali, dal mero consumismo sfrenato e dall’agire solo per apparire. Vuole capire e comprendere, vuole ragionare e lanciare la sfida di un’economia e di un’etica diversa.

Ciò che mi sorprende ancora di più è il fatto che veniamo definiti, come cristiani, una minoranza. Perché pensare sempre al quantitativo? Credo che pensare solamente ai numeri non porti da nessuna parte, nonostante le lezioni di economia in aula dimostrino spesso il contrario. Cerchiamo di dare voce alle nostre idee, cerchiamo il confronto, cerchiamo i legami e le relazioni con le persone. Solo così c’è possibilità di crescita interiore, di crescita insieme e quindi la possibilità di cambiare. Si, perché possiamo arrivare al cambiamento. Paura? No, solo la speranza ci può aiutare!

IL LIBRO

Durante l’incontro è stato presentato l’ultimo libro del card. Tettamanzi «Etica e capitale», edito da Rizzoli, nel quale l’Arcivescovo, grazie anche al contributo di altri autorevoli autori, spiega come solo un’economia al servizio dell’uomo è la vera cura alla crisi economica e l’antidoto per scongiurare quelle future. Tra i vari autori figura anche Alberto Ratti, presidente del gruppo Fuci dell’Università Cattolica, che invita tutti quanti a comprare il libro, soprattutto perché il ricavato sarà devoluto al Fondo Famiglie Lavoro della Diocesi. Da Crema giungono invece i complimenti per il contributo.

COLLEGAMENTI

L’introduzione del Rettore Guido Tabellini

La riflessione del Cardinale Tettamanzi: scarica il documento.

Il video della serata

Fotografie

Gloria Ramera