Archivio per la categoria ‘Teologico’

PASQUA 2013

Pubblicato: 27 marzo 2013 in Appunti fucini, Teologico

gaug cristo giallo

 

In occasione della Settimana Santa si rinnova la tradizione che ci ha visti riuniti nel Seminario di Crema per la preghiera e lo scambio degli auguri pasquali.

Vogliamo condividere con voi la traccia di preghiera e riflessione che ha guidato la nostra serata sulla scia delle parole di papa Francesco: gioia, croce e giovani.

Speriamo che possa guidare anche voi nella preghiera.

Buona riflessione e buon Triduo Pasquale.

pasqua2013

 

RIFLESSIONI NATALIZIE

Pubblicato: 21 dicembre 2011 in Appunti fucini, Teologico

Vi lasciamo qualche spunto di riflessione che il nostro assistente don Gabriele ha lasciato a noi per Natale nel nostro incontro di lunedì 19-12.

Partendo da un brano di Alex Zanotelli, missionario comboniano, ripensiamo al nostro modo di vivere il Natale in un momento di difficoltà economica come quello che oggi stiamo vivendo:

QUEL DIO CHE È NATO FUORI LE MURA...

Tra colline di sporcizia e rifiuti fumanti come vulcani, sotto un sole cocente, attenuato da un leggero vento, un misto di acido e polvere, nel cuore di Mukuru – la discarica di Nairobi – celebro l’eucaristia. Seduti su cumuli di sporcizia, centinaia di raccoglitori di rifiuti, in religioso silenzio, aspettano, con il sacco in mano, di scattare non appena i camion della nettezza urbana scaricheranno il loro prezioso fardello. Accanto a loro centinaia di enormi uccellacci rapaci, brutti e spennacchiati (bong’au) in cerca anche loro di cibo… Una vera visione apocalittica.

Sotto di noi, a un tiro di schioppo, Korogocho, che come serpente si perde all’orizzonte.

“Il Signore è con voi!”, urlo a questa straordinaria assemblea. Il Signore è davvero con questa gente (è l’Emmanuele). Se c’è, non può essere che qui. Dò il benvenuto (karibuni) alla prima e alla seconda comunità di Mukuru e a tutti i raccoglitori di rifiuti, a tutti i ragazzi di strada. Guardo quei volti, sporchi di polvere e sudore… “lo sono il Buon Pastore – così recita la Parola del Vangelo -, conosco le mie pecore ed esse mi conoscono… Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

I paria della storia sanno che Lui è il Padre Buono (gli altri sono ladri e briganti!). Lui li chiama, uno per uno, per nome (a Nairobi sono dei vermi!). Ma anch’essi lo conoscono. È venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. “Come voi?”, chiedo. “La nostra non è vita!”, mi rispondono.

Entro nei loro problemi vitali. Decidono di citare in tribunale gli ospedali che buttano nella discarica siringhe, sangue… (quanta gente si è presa l’AIDS raccogliendo rifiuti!). Decidono anche di organizzarsi per controllare le incessanti esalazioni che rovinano i polmoni di chi lavora in questo inferno…

Qui la Parola è sempre così vera, attuale… “È Lui il Padre Buono che con mano potente ci sta tirando fuori dall’Egitto, da questo inferno – dice Sarah della piccola comunità cristiana di Mukuru. Voglio cantare le sue meraviglie”. Poi tutti iniziano la preghiera. Sono invocazioni a voce alta, che ti toccano il cuore. Poi Sarah gira tra la gente benedicendola con l’acqua… Spezziamo il Pane “dato per voi” con questa grande cerchia di uomini, donne e bambini che vivono sui rifiuti della società. La grande famiglia di Dio, la famiglia dei poveri. È l’alleanza, “il calice del mio sangue”, dell’Abbà con gli ultimi della terra. È il Dio-con-noi: è l’Emmanuele, è Natale!

In quel momento arrivano i camion della nettezza urbana… e i raccoglitori corrono verso i rifiuti. Rimango con pochi attorno all’altare improvvisato su un pezzo di legno e vimini scartati.

È Natale… Lo celebrerò così alla discarica spezzando il Pane con gli ultimi della terra.

E il vostro dove sarà? Lo potete ancora celebrare nell’opulenza delle vostre città illuminate a giorno? Quel Bambino che è nato “fuori le mura della città” può ancora nascere in quel vostro mondo opulento?

Ci capisco sempre di meno. Ma di una cosa sono certo: Gesù, oggi, nasce a Mukuru.

Ed ecco un video montato sulla canzone di John Lennon “Happy Xmas” che ci fa pensare ulteriormente:

http://www.youtube.com/watch?v=yN4Uu0OlmTg

Infine un brano di Isaia 11,1-10

1Poi un ramo uscirà dal tronco d’Iesse,
e un rampollo spunterà dalle sue radici.
2 Lo Spirito del SIGNORE riposerà su di lui:
Spirito di saggezza e d’intelligenza,
Spirito di consiglio e di forza,
Spirito di conoscenza e di timore del SIGNORE.
3 Respirerà come profumo il timore del SIGNORE,
non giudicherà dall’apparenza,
non darà sentenze stando al sentito dire,
4 ma giudicherà i poveri con giustizia,
pronuncerà sentenze eque per gli umili del paese.
Colpirà il paese con la verga della sua bocca,
e con il soffio delle sue labbra farà morire l’empio.
5 La giustizia sarà la cintura delle sue reni,
e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi.
6 Il lupo abiterà con l’agnello,
e il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme,
e un bambino li condurrà.
7 La vacca pascolerà con l’orsa,
i loro piccoli si sdraieranno assieme,
e il leone mangerà il foraggio come il bue.
8 Il lattante giocherà sul nido della vipera,
e il bambino divezzato stenderà la mano nella buca del serpente.
9 Non si farà né male né danno
su tutto il mio monte santo,
poiché la conoscenza del SIGNORE riempirà la terra,
come le acque coprono il fondo del mare.
10 In quel giorno, verso la radice d’Isai,
issata come vessillo dei popoli,
si volgeranno premurose le nazioni,
e la sua residenza sarà gloriosa.

Speriamo che questi ultimi giorni di Avvento possano essere momento proficuo per riflettere!

Campo GV: Fuci presente!

Pubblicato: 19 aprile 2010 in Appunti fucini, Teologico

Da Crema a Gandellino per il Campo Giovani di Azione Cattolica. Il titolo “Verso l’alto” è stato il tema della tre giorni  (da venerdì 19 a domenica 21 marzo) di condivisione, di testimonianza reciproca e di divertimento fra amici ed aderenti della stessa Associazione.

Con la guida di don Remo, assistente diocesano GV-GVS e ACR, abbiamo cercato di lavorare sulla nostra personale Regola di Vita, grazie agli spunti di riflessioni degli “Appunti per una Regola di vita dei giovani di AC”, recentemente pubblicati dall’ Editrice Ave.

Pregare, condividere e testimoniare: i tre temi fondamentali.  Per vivere. Davvero.

Le riflessioni scaturite, le amicizie consolidate ed approfondite e la nostra personale regola di vita ci hanno permesso di tornare alla quotidianità con maggiore responsabilità, ponderando scelte, gesti e comportamenti e soprattutto con una rinnovata energia, sia nell’ Azione Cattolica che nella Fuci. Al campo erano presenti ben 6 fucini: segno di una collaborazione e di un legame con l’Azione Cattolica sempre più forte.

Per maggiori informazioni sul testo utilizzato, clicca qui.

Cos’è la Lectio divina?

Pubblicato: 27 febbraio 2010 in Appunti fucini, Teologico

“La lectio è lo studio attento delle Scritture fatto con uno spirito tutto teso a comprenderle. La meditazione è un’operazione dell’intelligenza che si concentra con l’aiuto della ragione nell’investigare le verità nascoste. La preghiera è il volgere con fervore il proprio cuore a Dio per evitare il male e pervenire al bene. La contemplazione è  un innalzamento dell’anima, che si eleva al di sopra di se stessa verso Dio gustando le gioie dell’eterna dolcezza…La lectio porta cibo solido alla bocca,la meditazione lo mastica e lo spezza, la preghiera ne cerca il sapore, la contemplazione è la stessa dolcezza che dà gioia e ricrea.”

(Lettera all’amico Gervaso sulla vita contemplativa)

Lunedì 30 Novembre 2009: il nostro Assistente, il caro don Gabri, ci hafornito un quadro generale sulla Lectio Divina. Scopriamo di cosa si tratta.

Che cosa è la lectio? E’ l‘accostare il testo biblico, riconoscendogli la peculiarità singolare di non contenere semplicemente una parola su Dio,ma una parola di Dio, che rispetto alle nostre parole umane non ha solo una valenza informativa o comunicativa, ma ha la più profonda intenzione ed efficacia di mediare un incontro, di realizzare una comunione, di attuare nell’oggi della vita un’alleanza sponsale tra il Dio che parla e l’uomo che ascolta.

Quali sono gli elementi che contraddistinguono l’esperienza della lectio? La tradizione medievale, grazie all’influsso del celebre testo di Giugo il certosino, ha identificato la lectio, la meditatio, l’oratio e la contemplatio. È necessario tener sempre presenti questi quattro atteggiamenti e viverli nelle loro reciproche implicazioni.

Una metafora. Immaginiamo una cetra intelaiata su quattro corde fondamentali che, se suonate insieme o arpeggiate, sprigionano la bellezza e l’armonia di un accordo. Le quattro corde di questa cetra che è la lectio devono accordarsi, talora suonando all’unisono, talora precedendosi e rincorrendosi in arpeggi diversi, ma l’importante è che comunque la bellezza del suono nasca dalla capacità del musicista di rincorrere a tutte e quattro le corde, facendole dialogare insieme in un accordo armonico. Quindi se pizzico la prima corda della lettura essa entrerà in dialogo anche con quella della meditatio, in un movimento di andata e ritorno. L’oratio non sarà un terzo momento che interviene successivamente, m sarà un clima di preghiera e di dialogo orante che accompagnerà l’intero itinerario. Se la contemplatio è il momento finale e culminante, non è meno vero che essa si pone all’inizio stesso della lettura, e la precede e la plasma con il desiderio di ricercare e incontrare il volto di Dio attraverso l’ascolto della sua Parola.

La lectio. La prima preoccupazione è la comprensione del testo nella sua oggettività: si tratta di concentrarci sulla lettera del testo, osservare ogni singola parola. Naturalmente questo modo di accostarsi al testo richiede pazienza, un certo impegno che consente di raccogliere tutti gli elementi presenti nel testo. E’ una lettura attenta, ripetuta, insistente e non rapida e superficiale che ci permette di scoprire la ricchezza teologica, spirituale, esistenziale della Parola di Dio che si rivolge a noi in questi giorni nella nostra vita. Un metodo: leggere adagio e più volte il testo. Sottolineare con una pena (rossa) i verbi, evidenziare il soggetto  che agisce ed il soggetto che riceve l’azione. Con un piccolo cerchio o crocetta richiamare l’attenzione sulle altre parole che mi colpiscono. Dove non è chiaro il senso mettere un punto interrogativo. Una doppia sottolineatura per indicare quello che per me è il punto centrale del brano. Cercare brani simili nella Bibbia e confrontarli con il testo, notando le somiglianze e le differenze.

La meditatio. L’itinerario della meditatio è suddiviso in tre momenti. Il primo: teologico e cristologico. L’ascolto della parola di Dio deve condurre, attraverso la meditatio, a conoscere Gesù Cristo. Dopo la lettura, dobbiamo raccogliere in unità tutti gli elementi emersi da questo esame analitico. Si tratta di dare al testo uno sguardo globale e sintetico, per coglierne il senso unitario e profondo. C’è infatti un senso sintetico da attingere nel testo e non può essere che uno: Gesù Cristo, che ci rivela il Padre e ci dona nello Spirito la possibilità di una piena comunione con lui. Il secondo: discernimento. Ci conduce a conoscere noi stessi in Cristo. L’attenzione si sposta dal testo all’esistenza personale, che viene interrogata e cerca di cogliere la volontà di Dio nelle concrete situazioni di vita, nelle decisioni da prendere. Il terzo: pratico. E’ quello dell’obbedienza della vita, in cui l’ascolto della Parola s’incarna nell’esistenza, convertendola e rigenerandola.

L’oratio. Rappresenta il senso complessivo della lectio, che è nella sua totalità esperienza di preghiera, dialogo filiale con Dio Padre. Dopo aver ascoltato e meditato la Scrittura, con la quale Dio Padre ci rivolge la sua parola, ora rivolgiamo la nostra parola a Lui che nasce dall’ascolto, dalla meditazione del testo sacro e che si rivolge a Dio come lode, domande e confessione. Un metodo: domandare a Dio che riveli il Suo volto per conoscerLo sempre più profondamente. Oppure pregare riferendosi alle situazioni che stiamo vivendo.

La contemplatio. Rappresenta il gustare la reciproca appartenenza tra il Signore che viene ad abitare nella nostra vita e noi che gustiamo la stabilità e la gioia della dimora in Lui, nella sua Parola e nel suo amore. E’ necessario fare attenzione a Colui che mi parla attraverso il testo. Ed inoltre  questa tappa ci insegna a guardare la nostra vita, la storia degli uomini, con lo sguardo di Dio, di Gesù, ad avere il senso delle cose, delle persone, della vita, proprio di Dio. Si tratta di imparare a considerare i limiti, le stanchezze, le debolezze che segnano la nostra vita e quella degli altri come li guarda Dio attraverso Gesù, con la passione che allontana il giudizio affrettato, il rimprovero risentito, lo scoraggiamento che blocca, che si fa intraprendente per risolvere le situazioni difficili e offrire motivi per sperare.

Plus. La condivisione è l‘ascolto comune del Signore attraverso la sua Parola, grazie al quale ci si edifica a vicenda, comunicando con semplicità, la propria “reazione” di fronte alla Parola ascoltata, meditata, pregata e contemplata personalmente.

Il giudizio che la parola di Dio opera sulla nostra vita è sempre un giudizio di salvezza, che mi fa percepire lo sguardo della misericordia e della tenerezza di Dio.

Gloria Ramera

Come dare corpo e sostanza alla fede nella nostra situazione di universitari?

Come capire i Suoi segni?

Come vivere nell’università da studenti credenti?

Come condividere la nostra gioia con gli altri studenti ed i nostri coetanei?

Ecco le domande che, nella serata di martedì 20 ottobre, il  gruppo dei fucini di Crema ha presentato in Episcopio al Vescovo Oscar. Infatti abbiamo accolto il suo caloroso invito per celebIl nostro Vescovorare la Santa Messa, seguita poi da un breve momento di confronto e di amicizia.

È stato un momento significativo, ricco di stimoli e provocazioni riguardanti i nostri studi e la nostra vita di cristiani. Sono, infatti, emerse alcune riflessioni in riferimento al fatto che, a contrario delle scuole superiori, nel mondo universitario siamo dei completi estranei, siamo singoli in mezzo alla folla e forse proprio per questo non è sempre facile conservare la nostra identità di studenti orgogliosi di essere cristiani.

Ma la Bibbia risponde a queste nostre paure, ci ha fatto notare il Vescovo Oscar.  In essi il Signore ci invita a essere pronti, a vigilare e perseverare nella nostra fede. Dice inoltre che “… laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia…”.

Siamo stati poi invitati a essere sempre più testimoni credibili tra i nostri coetanei, cercando di portare la nostra esperienza  gioiosa di fucini a chi ci circonda. Riconosciamo, infatti, che l’opportunità di essere parte della FUCI è un grande dono che ci viene fatto. Un dono che non può rimanere fermo tra di noi, sarebbe un terribile spreco! È quindi necessario portare questa proposta a tutti gli universitari che hanno voglia di mettere in gioco se stessi per vivere la propria esperienza di vita a 360°.

È stato sicuramente positivo osservare quanto il nostro vescovo tenga al gruppo fucino di Crema. È veramente un fattore incoraggiante e di speranza che ci spinge a proporre la nostra esperienza a tutti coloro che frequentano l’università.

Con grinta è quindi partito questo nuovo anno universitario! Viviamolo con gioia e fiducia! Insieme c’è più festa, no?

Andrea Berselli