Anni 60

1962 – 1972: LA FUCI E I GRANDI AVVENIMENI DELLA STORIA

Il 29 giugno del 1963 la città di Crema assiste con gioia all’ingresso del nuovo Vescovo, S. E. Mons. Franco Costa. Per i fucini cremaschi l’evento è motivo di duplice festa, perché oltre all’entusiasmo per l’arrivo del nuovo Vescovo si aggiungono la commozione e l’onore di accogliere l’Assistente Centrale della FUCI. Sono presenti alla cerimonia, per salutare con affetto e riconoscenza il “loro” don Costa, tutti i membri della Presidenza Nazionale, Italo De Curtis, Adriana Foti, Maria Pia Bozzo, Emma Cavallaro, Livio Pescia, insieme alle rappresentanze dei circoli fucini della Lombardia e dei circoli di Genova, Savona, Bologna, Firenze, Padova, Venezia’. Sincero e toccante è il ricordo dell’ Assistente delineato nell’ articolo di Fulvio Mastropaolo, Condirettore di “Ricerca”, pubblicato per l’occasione da “Il Nuovo Torrazzo”:

[…] Nella sua opera di sacerdote, di assistente, di educatore, don Costa ha saputo avere sempre una discrezione, un rispetto per le persone e per la loro maturazione che derivano da una profonda fiducia nell’uomo e  ancor più, nella grazia, nella volontà salvifica, nell’amore di Dio per gli uomini. E questo esempio è stato di insegnamento anche per la FUCI che ha fatto propri questo stile e metodo nei rapporti interpersonali: rispetto, ma non disinteresse o freddezza; fiducia animata da amore e speranza in Dio che opera nelle anime e vuole il nostro contributo di carità e di preghiera, di pazienza e di zelo, di silenziosa testimonianza e di parola per la salvezza nostra e dei nostri fratelli. […] Don Costa ha avuto ed ha profonda fiducia nel pensiero, autentico rispetto per la cultura, per l’università: una fiducia e un rispetto per valori e beni terreni che nella Creazione sono stati offerti agli uomini, che la Redenzione ha purificati. […] Oggi che don Costa è vescovo, noi abbiamo capito meglio il significato pastorale, sacerdotale della sua opera, dell’opera di questo sacerdote e amico, cui abbiamo guardato e guardiamo come ad un fratello e a un padre. […]

Nel febbraio 1964 viene organizzato un “convegno” delle diverse generazioni della FUCI cremasca. S. E. Mons. Costa celebra la S. Messa per gli ex fucini nel Palazzo Vescovile e partecipa alla cena comune “nella elegante sala dell’albergo Giardino”. È questa l’occasione per esprimere al Vescovo gratitudine per l’attività svolta nella FUCI e per la costante attenzione che egli rivolge alla realtà giovanile. L’amicizia autentica e profonda tra Mons. Costa e i fucini cremaschi traspare ancora oggi, intensa e lieta, dalle testimonianze fotografiche. L’interesse per il mondo universitario e l’impegno formativo hanno caratterizzato fin dall’inizio anche l’episcopato di S. E. Mons. Carlo Manziana. Pochi giorni dopo il suo ingresso a Crema, Mons. Manziana si incontra con gli studenti universitari, desideroso di farne conoscenza. Promuove l’organizzazione di numerose conferenze in preparazione al Natale, alla Pasqua e ad altri momenti importanti dell’anno liturgico per tutti gli universitari, in apertura dell’anno accademico, celebra la Messa nella chiesa di S. Giovanni instaura con i fucini un dialogo paziente e fecondo, che continua prezioso nel tempo, attraverso le luci e le ombre della storia. La FUCI di Crema nel decennio 1962-1972 è spettatrice e, nel suo piccolo, protagonista dei significativi avvenimenti di questo periodo. Il Concilio Vaticano II inaugura una stagione di rinnovamento culturale e spirituale che coinvolge tutta la Chiesa. Si apre una fondamentale fase di riflessione sulla identità della vita cristiana. Gli universitari cremaschi si cimentano nello studio dei testi conciliari, intraprendono animate discussioni sulle prospettive aperte dal Concilio. Nel 1967 il Vietnam e la situazione del Medio Oriente sono oggetto di un pubblico dibattito promosso dalla FUCI cremasca. I problemi dell’università vengono tematizzati negli incontri fucini del sabato sera del 1968. La FUCI di Crema viene invitata a chiarire pubblicamente la propria posizione in merito al movimento studentesco’. Alcuni fucini, insieme ad altri universitari, collaborano alla redazione di “U1” e “U2”, giornale universitario cremasco, che riceve non poche critiche negative . “Sono gli anni in cui prende piede la contestazione giovanile e in cui la FUCI, come tutto l’associazionismo cattolico, è ferita da una enorme emorragia”’: questa emorragia per la FUCI di Crema a lungo andare si rivela letale. Diminuiscono progressivamente le iscrizioni, il gruppo entra in crisi e termina la propria attività nel 1972. Particolarmente preoccupante è il quadro delineato nel Consiglio Pastorale Diocesano della primavera del 1973:

[…] Si è riconosciuto che la nostra assenza di voce sul piano culturale è abbastanza vistosa anche perché le nostre strutture di mediazione culturale sono entrate in crisi o sono definitivamente crollate (Movimento Studenti, FUCI, Maestri, Laureati) e troppi laureati e professionisti che si dicono cattolici si sono trincerati nell’esercizio della propria professione soltanto, mentre altri sono passati ad altra sponda.

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