Anni 80

1982 – 1992: UNA STAGIONE DI NOTEVOLE VITALITA’

Nel decennio 1982-1992 si succedono diverse generazioni fucine, accomunate dalla volontà di vivere l’esperienza universitaria in modo incisivo, con responsabilità ed impegno. Spirito d’iniziativa, dedizione, coscienza critica, entusiasmo: con queste qualità i giovani studenti si apprestano ad affrontare le questioni più dibattute del periodo.

Gli anni Ottanta si distinguono per una acuta riflessione sul sistema politico italiano, come ha sottolineato Salvatore Vassallo, membro della Presidenza Nazionale della FUCI tra il 1986 e il 1991:

[…] La scelta religiosa, almeno in FUCI. non è stata vissuta come una separazione, dettata magari dalle opportunità del momento, tra l’attività politica (delegata ai partiti) e l’attività missionaria (propria della Chiesa e delle associazioni laicali), ma piuttosto come l’imperativo di guardare (anche alla politica) da un punto di vista non settario. […] Al Congresso Nazionale di Firenze (1985) era divenuto chiaro che solo adeguate riforme istituzionali avrebbero potuto ristabilire un nesso di responsabilità più stringente tra cittadini-partiti-istituzioni. Al Congresso di Verona (1987) ci siamo posti il problema di identificare quali possibili soggetti potessero costituire il polo riformista. Fu infine con il Congresso di Bari (1989) che, nel quadro di una più vasta riflessione sullo sviluppo del paese, fu lanciata l’idea di rompere il paradosso delle riforme attraverso il ricorso al referendum popolare. […]

Anche la FUCI di Crema si mostra sensibile a queste problematiche. Nel maggio 1983 organizza la conferenza “Una scelta oltre la crisi: i cattolici italiani tra nostalgia e disimpegno”, relatore Giorgio Tonini ; nello stesso anno si inserisce nel dibattito pubblico, avviato da “Il Nuovo Torrazzo” al termine delle elezioni politiche, con l’articolo Nuova politica e comunità ecclesiale;  nel 1988 interviene al convegno cittadino “Il laico cristiano e l’impegno socio-politico: vivere oggi le strade della carità”, presentando una relazione che desta particolare scalpore festeggia infine nel marzo 1992 il 50° anniversario di fondazione promuovendo la tavola rotonda “Io speriamo che me la cavo: i partiti e la riforma della politica”. La formazione di una cultura politica matura non è però l’unica dimensione caratterizzante l’attività della FUCI di questi anni; lo stile fucino non può infatti prescindere dal lavoro teologico e spirituale. L’educazione alla fede è scandita da alcuni momenti peculiari: la Celebrazione Eucaristica, la Liturgia delle Ore, la Lectio Divina, la partecipazione agli Esercizi Spirituali Diocesani, l’incontro con prestigiosi teologi, le predicazioni degli Assistenti Centrali don Agostino Bonivento prima, don Mario Russotto poi, e non da ultimo l’affascinante e al contempo difficile confronto, interno al gruppo, su molteplici argomenti di natura religiosa. In questo decennio ricorre anche, come è già stato accennato, il 50° anniversario della fondazione del gruppo. I fucini cremaschi festeggiano il loro “compleanno” insieme a S. E. Mons. Libero Tresoldi, che celebra la S. Messa in Seminario e partecipa all’allegra cena, preparata per l’occasione dalle stesse fucine. Il Vescovo, che già in precedenza ha incontrato più volte i giovani studenti universitari, rinnova il proprio compiacimento per il percorso formativo proposto dalla FUCI. Le care parole di Mons. Tresoldi incoraggiano e rafforzano l’impegno fucino.

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